Oggi voglio raccontarti la storia di un motore di ricerca di nome Google. Questo motore di ricerca è una sorta di oracolo, un big brother al quale puoi chiedere qualsiasi cosa.

Questo oracolo è capace di rispondere contemporaneamente e in tempo reale a miliardi di domande di persone da tutto il mondo, ogni giorno, in modo contestuale. Come ci riesce? Grazie a un complesso algoritmo che cataloga le risorse sparse sul web e seleziona quelle che ritiene migliori in relazione a una determinata interrogazione.

Questo oracolo ha una rete di informatori che lo tengono aggiornato su tutte le nuove risorse presente nel mare digitale, e tutte queste informazioni vengono raccolte e ordinate in un indice immenso. Grazie a questo indice aggiornato costantemente Google può fornire le risposte che cercano gli utenti web.

Il problema è che con la nascita dei dispositivi mobili tantissime persone hanno iniziato a interrogare Google esigendo risposte non solo contestuali, ma anche leggibili.

Pensaci: se dallo smartphone non riesco a capire un tubo di quello che c’è scritto su un sito web quella risposta non mi serve a niente.

Ecco che Google allora si mette a creare un altro indice di risorse (mobile index), ovvero quelle catalogate scansionando le risorse per dispositivi mobili.

Le SERP (pagine di risposta) fino a oggi sono state create in base al primo indice, ovvero quello pensato per contenuti desktop (integrato dal secondo in quelle mobile).

Attenzione attenzione! Oggi però le cose stanno per cambiare…

Mobilegeddon numero 1

Il 21 Aprile 2015 Google annuncia che avere siti mobile friendly (ovvero perfettamente navigabili anche da dispositivi mobili) sarebbe stato un fattore di ranking importante.

Se la tua azienda ha un sito adatto (responsive) alla visualizzazione sugli smartphone, a parità di informazioni fornite rispetto a quelle di un sito web concorrente non mobile friendly, il tuo sito viene privilegiato nel posizionamento sulle pagine di risposta di Google rispetto a quello del concorrente.

L’indice di riferimento di Google rimane comunque quello pensato per catalogare risorse desktop. Fino al Mobilegeddon definitivo…

Mobilegeddon finale

Il 4 novembre 2016 Doantam Phan, Product Manager di Google, con il suo articolo Mobile First Indexing annuncia che Google avrà un unico indice per fornire le risposte agli utenti, ma che le risposte fornite in SERP saranno basate sulla versione mobile delle pagine web.

Il tuo sito ha una versione per desktop e una per mobile? Quella mostrata in SERP sarà quella mobile.
Così, chi ha una versione semplificata per il mobile dovrà mettersi in pari, se pensa di avere tralasciato aree importanti rispetto alla versione desktop.

Giusto per farti capire: il mobile first index, quando sarà operativo, diventerà l’aggiornamento dell’indice di Google più importante degli ultimi 10 anni.

Perché avere un sito mobile friendly

Lo so, esistono ancora siti web che non sono aggiornati per il mobile, così come so che molte aziende non hanno nemmeno un sito web. Ma davvero? Sì, davvero.

Eppure i dati parlano chiaro. Le analytics dei siti web nostri e dei nostri clienti ci mostrano chiaramente che oramai in Italia e Ticino più del 50% degli utenti accedono a internet da dispositivi mobili e il trend è in aumento. Pensa che negli Stati Uniti, risaputamente più avanti di noi per queste cose, siamo a percentuali attorno al 75%.

Avere un sito web solo desktop non significa rimanere escluso dai risultati di Google, ma significa dare ai tuoi potenziali clienti un’esperienza d’uso negativa, un feedback di inadeguatezza e arretratezza tecnologica.

Presto si rivolgeranno a chi terrà in considerazione le loro esigenze, dimenticandosi della tua azienda. A te la scelta.


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Prova questo Test di compatibilità con dispositivi mobili messo a disposizione da Google stesso.

Il tuo sito non è mobile-ready? E allora aggiornalo insieme a noi!
Di | 2016-12-01T23:08:25+00:00 17 novembre 2016|Weblog|0 Commenti

Qualche cenno sull'autore:

Laureato in Discipline Semiotiche, dal 2010 ho approfondito la passione per la scrittura sul web e le derive SEO user oriented. Web marketer e Social Media Manager con una predilezione per gli obiettivi S.M.A.R.T.E. Esploratore convinto di traiettorie di significazione sempre nuove.

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