Forse non sei molto pratico del mondo digitale, ma probabilmente avrai sentito usare l’espressione “inbound marketing”.

Oggi cerchiamo di capire insieme di capire cosa significa inbound marketing e perché questo termine ha ottenuto così tanto successo da quando è stato coniato, nel lontano 2005, da Brian Halligan, co-fondatore e CEO di HubSpot.

L’inbound marketing non è il web marketing

Con web marketing si intendono tutte quelle azioni possibili sul mondo digitale per creare relazioni commerciali, ma anche per studiare il mercato di riferimento.

All’interno di queste attività, ce ne sono alcune che interrompono l’utente nella sua navigazione online (azioni di outbound marketing), altre che sono volte a intercettare l’attenzione del consumatore online in un momento in cui potrebbe essere particolarmente interessato all’interazione (azioni di inbound marketing).

L’esempio tipico è rappresentato dalla newsletter. Questo strumento può rivelarsi ancora molto potente quanto al tempo stesso particolarmente fastidioso: tutto dipende dall’uso che decidi di farne. Infatti potresti decidere di seguire due strade:

  1. comprare una lista di indirizzi mail da un database profilato e iniziare a fare un invio massivo di comunicazioni promozionali;
  2. offrire contenuti informativi riepilogativi dei post del mese o esclusivi per gli iscritti, in modo da creare invii cadenzati a persone che consapevolmente sono felici di ricevere le tue comunicazioni, perché lo hanno deciso loro.

Quale delle due strade pensi sia maggiormente efficace in termini di conversioni?

La metodologia inbound

Abbiamo già visto chi sono i principali protagonisti di questo nuovo approccio di marketing online: gli utenti e i contenuti pensati per soddisfare i loro interessi.

Ma quali contenuti interessano ai miei potenziali clienti, e soprattutto, chi sono questi potenziali clienti?

Se ti sei trovato a porti questa domanda puoi rallegrarti: sei sulla strada giusta per iniziare a ragionare su una strategia di inbound marketing efficace.

Quando poi vuoi capire come fare a rispondere a queste domande ti accorgi dell’efficacia di questo approccio in termini di misurazione. Sì perché a differenza di molte forme di marketing tradizionale (pensa alla pubblicità su giornali o volantini), le azioni di interazione portate avanti con strumenti digitali consentono un tracciamento delle conversioni, permettendoti di capire se sei sulla strada giusta e su quale canale investire maggiormente.

L’inizio è sempre la parte più difficile, perché dovrai procedere per aggiustamenti successivi, andando a provare diversi strumenti di promozione che ti permettono di raccogliere preziosi feedback da persone interessate alle tue offerte.

La metodologia inbound prevede quattro fasi che vengono poste su uno schema a forma di imbuto o funnel, anche se il processo non è quasi mai così lineare, bensì ciclico:

  1. Attrai: non sparare sul mucchio, prima di investire su campagne ad ampio raggio ma poco focalizzate, chiediti cosa puoi dare ai tuoi utenti in modo che vengano coinvolti, colpiti, attratti dal tuo brand. Solo in questo modo potrai ottenere l’attenzione che ti serve per passare allo stage successivo.
  2. Converti: con il termine conversione non si intende una vendita, ma delle informazioni sul tuo utente. Potrebbe trattarsi del suo indirizzo mail, ma anche dei suoi interessi, del suo luogo di nascita, età e ambito lavorativo. Per invogliarli a lasciarti questi dati dovrai creare contenuti utili, e-book, infografiche, slide, che possano generare la conversione. Più informazioni riesci a raccogliere più sarai in grado di capire con chi hai a che fare, avendo un quadro più chiaro degli interessi che devi intercettare.
  3. Chiudi: senza la chiusura vuol dire che la tua strategia di marketing è poco efficace. Ovviamente non tutti i potenziali utenti si trasformeranno in clienti con le stesse tempistiche. Alcuni possono farlo subito, altri dopo anni. Dovrai però continuare a “nutrirli”, coinvolgendoli con materiali informativi che possano continuare a coinvolgerli e portarli infine a diventare clienti (alcuni potrebbero non diventare mai clienti, ma farsi ambasciatori dei tuoi valori e promuovere comunque il nome della tua azienda: ecco perché è importante curare i canali di interazione sociale).
  4. Delizia: l’errore più grande che puoi commettere è quello di dimenticarti dei clienti che hanno acquistato i tuoi prodotti o servizi. Sono persone che già conosci, sulle quali hai parecchie informazioni e che hanno già acquistato da te. Dunque potrebbero essere molto più propense a effettuare un nuovo acquisto, non credi? Continua a deliziarle con offerte personalizzate, contenuti su misura, comunicazioni ad hoc. Vedrai che puoi creare una grande differenza.

Il tuo prodotto può attrarre?

Parliamoci fuori dai denti: non serve a niente costruire una strategia di inbound marketing se poi quello che offri è completamente fuori mercato o ha falle irreparabili. Devi avere consapevolezza della tua offerta prima di affermare che servono soldi per una promozione online. Studia tutte le offerte dei concorrenti, gli interessi della tua nicchia di mercato, partecipa per un po’ alle piazze di condivisione sociale, fatti un’idea di quale bisogno potrebbe soddisfare il tuo prodotto e se la leva è particolarmente attraente.
Altrimenti sono tutte risorse sprecate, cosa che non piace a nessuno, giusto?

Facciamo due chiacchiere sui tuoi progetti web!
Di | 2016-12-01T23:08:26+00:00 16 giugno 2016|Weblog|0 Commenti

Qualche cenno sull'autore:

Laureato in Discipline Semiotiche, dal 2010 ho approfondito la passione per la scrittura sul web e le derive SEO user oriented. Web marketer e Social Media Manager con una predilezione per gli obiettivi S.M.A.R.T.E. Esploratore convinto di traiettorie di significazione sempre nuove.

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