Per evitare di reinventare la ruota ogni volta che si preparano contenuti per un piano di marketing è molto utile realizzare un framework personalizzato, dove collocare i momenti focali da ricordarti ogni volta.

Dotarsi di questa guida è molto utile per velocizzare il lavoro e dovrebbe contenere almeno le seguenti fasi:

  • definizione degli argomenti dei tuoi contenuti: internet propone tantissimi suggerimenti da cui partire per approfondire idee o domande ricorrenti. Visita forum e blog del tuo settore, serviti dei tool gratuiti per la ricerca di chiavi a coda lunga e cerca di proporre topic utili, non solo centrati sulla fase del processo di acquisto, ovvero evidenziando le caratteristiche dei tuoi prodotti.
  • pianificazione delle date di scadenza per ogni azione da compiere: focalizzati su macro argomenti e per quel periodo approfondiscili tramite contenuti inerenti al tuo brand, sempre però dedicati a fornire le soluzioni di cui le tue buyer personas hanno bisogno.
  • creazione di un flusso di lavoro (workflow): quale sarà il team dedicato allo sviluppo dei contenuti definiti nelle prime due fasi? Chi farà cosa? Identifica inoltre eventuali influencer che vuoi coinvolgere per valorizzare al meglio le tue proposte.
  • verifica dei contenuti: in questa fase devi comprendere se ciò che è stato creato risponde in modo diretto alle aspettative iniziali. Bisognerebbe dedicare più sessioni per ogni tipologia di verifica, da quella dedicata ai temi focali, a quella relativa agli errori grammaticali, fino a quelle in chiave SEO e user experience. Anche in questa fase se il lavoro è effettuato in team diventa fondamentale creare una timeline dove seguire il progresso e definire i ruoli dei partecipanti, in modo che tutti sappiano chi fa cosa e quando.
  • pubblicazione e promozione dei contenuti: scegli i canali per promuovere i tuoi contenuti in base alle “frequentazioni” delle tue buyer personas e orientati su una promozione multi canale. Per ogni canale userai il tono previsto in modo da raggiungere più efficacemente pubblici differenti.
  • organizzazione interna: soprattutto se crei contenuti numerosi nel lungo periodo diventa utile organizzare una nomenclatura coerente, in modo da renderli accessibili a tutti i partecipanti al progetto in maniera immediata.
  • analisi dei risultati: fase chiave che ti permette di verificare se la tua campagna di contenuti ha portato i lead che desideravi. Senza una verifica dei risultati non potrai mai sapere se il lavoro che hai prodotto può essere migliorato e in che modo.

Risorse necessarie per creare un framework

Quando organizzi un framework dovrai avere a disposizione almeno i seguenti elementi:

  1. il team
  2. gli strumenti

Il team

Esistono cinque tipologie di responsabilità da suddividere tra i membri del gruppo di lavoro:

  1. Gestione dei contenuti e strategia: in questo ruolo si crea il piano per generare una strategia dei contenuti sul lungo periodo. Il content marketing manager è un po’ come il regista della squadra, quello dal quale partono tutti gli input.
  2. Scrittura: il ruolo del content creator va affidato al professionista che non necessariamente deve essere esperto di ogni settore in cui si scrive, ma che (come un buon reporter) sa muoversi per trovare professionisti che possano colmare le sue lacune e ispirarlo.
  3. Editing: una volta creato il contenuto non è detto che sia pronto per essere pubblicato. L’editor deve valutare se è un pezzo all’altezza dell’azienda, se contiene errori grammaticali, se si rivolge al pubblico previsto nel progetto iniziale.
  4. Organizzazione grafica: pensa che mediamente chi visita un sito web impiega dai 3 ai 5 secondi per “scansionare” la tua pagina e decidere se proseguire nella lettura o rivolgersi altrove. Ecco perché diventa fondamentale fornire una formattazione adeguata, con tanto di proposta di valore chiara subito nel titolo, almeno un’immagine che rinforzi il concetto espresso nel titolo, una call to action immediatamente visibile, dei link utili a risorse autorevoli.
  5. Coordinamento: il Marketing Coordinator o Social Media Coordinator deve essere in grado di “ascoltare” e coinvolgere il pubblico di riferimento.

Gli strumenti

Per la gestione efficace dei contenuti servono almeno tre tipologie di strumenti:

  1. CMS: sistemi per la gestione semplificata dei contenuti. Puoi trovarne quanti ne vuoi, il più comune è WordPress, ma l’importante è scegliere in funzione delle esigenze SEO e di gestione che pensi ti serviranno.
  2. Analisi: quelli fondamentali (anche perché gratuiti) sono gli strumenti che ci mette a disposizione direttamente Google, ovvero Google Analytics e Search Console (per i webmaster). In particolare grazie a Google Analytics puoi sapere da dove arrivano i tuoi lead, quale device usano per visitare le tue pagine web, quanto tempo rimangono sulle singole pagine, quante pagine visitano prima di compiere un’azione, ecc.
  3. Pianificazione e comunicazione interna: una volta creato il piano di azione e inseriti i contenuti sul CMS bisogna seguire le operazioni di ogni membro e fare in modo di comunicare in maniera agile. Google ci fornisce un altro ottimo strumento gratuito come Google Drive, dove si possono condividere, modificare, commentare in tempo reale documenti di testo, tabelle excel e slide. Si possono anche vedere le azioni fatte da chi e risalire alle bozze precedenti. Un altro strumento di condivisione task e monitoraggio è il gratuito Trello.
Facciamo due chiacchiere sui tuoi progetti web!
Di | 2017-03-13T13:20:40+00:00 15 marzo 2017|Weblog|0 Commenti

Qualche cenno sull'autore:

Laureato in Discipline Semiotiche, dal 2010 ho approfondito la passione per la scrittura sul web e le derive SEO user oriented. Web marketer e Social Media Manager con una predilezione per gli obiettivi S.M.A.R.T.E. Esploratore convinto di traiettorie di significazione sempre nuove.

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