Il blog aziendale è uno strumento decisivo nella quasi totalità delle strategie di inbound marketing, insieme ai canali Social e al DEM (Direct Email Marketing).

Ti hanno detto che il blog è importante e allora lo hai messo in piedi, ma non ne vedi l’utilità?
Come tutti gli strumenti il blog aziendale non è utile di per sé, ma diventa efficace se inserito all’interno di una pianificazione strategica, per definizione orientata a determinati obiettivi.

Siccome stiamo parlando di uno strumento potente, vediamo i 10 pilastri del blog sui quali devi ragionare prima di iniziare a scrivere e farti esplodere il tuo giochino tra le mani.

1. Strategia iniziale: a cosa vuoi che ti serva il blog?

Non ne hai idea? Allora ti suggerisco 4 spunti, che non necessariamente si escludono tra loro, né esauriscono i possibili obiettivi di un blog aziendale:

  1. migliorare la customer care aziendale: offri tutorial e articoli di spiegazione su richieste ricorrenti;
  2. raggiungere nuovi potenziali clienti: crea articoli che offrano valore/soddisfano bisogni e troverai nuovi utenti che vorranno acquistare da te;
  3. aumentare la brand reputation e brand awareness: genera relazioni nella tua nicchia di mercato con influencer, blogger, media e otterrai una diffusione della consapevolezza attorno al tuo marchio;
  4. incrementare la fiducia nella tua azienda tramite la diffusione costante di contenuti interessanti, unici e di valore.

2. Raccogli alcune informazioni prima di partire

Se hai capito quali saranno gli obiettivi del tuo blog, dovrai capire da dove stai partendo e dove vuoi andare. Dunque prendi carta e penna o crea una semplice tabella di excel per rispondere alle seguenti domande:

  • Dove sei? Il tuo brand è conosciuto online? La tua reputazione com’è percepita? Sei una startup?
  • Dove sono i tuoi concorrenti? Chi sono? Come e cosa comunicano? Quali sono i loro punti di forza e debolezza?
  • A chi ti rivolgi? A quale tipologia/e di clienti vuoi rivolgerti? Come trovano quello che cercano? Quali sono le loro abitudini e i loro bisogni espressi online?

3. Struttura le tassonomie

Hai deciso cosa vuoi ottenere dal blog e hai capito dove sei rispetto ai tuoi concorrenti. Pensa sempre al tuo utente finale e inizia a ragionare sulla struttura delle tassonomie: tag e categorie.

Ricorda bene: stiamo parlando di aggregatori semantici, che generano nuove pagine. Per favore ti prego, smettiamola di inserire tag a caso, perché i tag dovrebbero raccogliere al loro interno tanti articoli riguardanti un medesimo argomento. Ogni nuovo tag unico rappresenta un nuovo articolo duplicato, ha senso secondo te? Inutile pensarci, la risposta è no.

Ragionali bene, perché possono essere molto utili per aggregare contenuti in modo trasversale alle modalità di aggregazione previste nelle categorie. In questo modo puoi offrire ai tuoi utenti risposte complete per esigenze specifiche.

4. Definisci le tipologie di articoli

Quando hai capito a chi vuoi parlare e quali argomenti trattare (ben divisi per logiche tassonomiche), dovrai decidere le tipologie di articolo che vuoi inserire nel tuo piano editoriale. Variare è sempre la soluzione ideale, per evitare di stancare i tuoi lettori.

Puoi alternare liste utili a tutorial o post “how to” (Es: Come fare la pasta sfoglia), puoi scrivere post evergreen, ma anche articoli legati ad argomenti di attualità, puoi approfondire in maniera tecnica o raccontare una storia in modo frivolo.

Ragiona in base alle capacità e inclinazioni dei membri del team, che si alterneranno nella scrittura, osservando sempre il trend di riferimento del tuo settore.

5. Ricerca le parole chiave

Ogni articolo del tuo blog dovrebbe essere creato a partire da una parola chiave specifica. Questo non significa che dovrai ripetere selvaggiamente la keyword in questione ovunque lungo l’articolo, significa semplicemente che quell’articolo approfondirà un bisogno-utente definito.

Potrai espandere il campo semantico della chiave di ricerca o approfondire il bisogno individuando bisogni latenti ad esso correlati, sempre a partire da una stella polare, definita in funzione della tua nicchia di mercato e trovata con strumenti anche gratuiti, quali il Keyword Planner di Google, Google Suggest, Keywordtool.io, Ubersuggest.io, lo strumento gratuito di ricerca chiavi messo a disposizione da Semrush.

6. Definisci una CTA per ogni articolo

Se è vero che hai scelto la tua parola chiave per creare un post utile e di valore, ecco che ti rimane da decidere quale azione vuoi che compia il tuo lettore web alla fine del post. Perché altrimenti ti saresti messo in testa di fare tutta questa fatica? 😉

Inserisci un pulsante di invito all’azione, un link o un form, l’importante è che la tua Call To Action sia ben visibile e chiara.

7. Prepara il calendario editoriale

Pianifica almeno un mese (se scrivi un post al mese, fanne almeno sei) delle tue tipologie di articoli, suddivisi per topic semantici. Organizza una tabella di excel dove compilerai i campi “data, titolo articolo, categoria, tag, parola chiave, cta”.

Certo, è tanto lavoro, ma non è scritto sulla pietra, puoi integrarlo e modificarlo nel tempo, in funzione delle risposte che ricevi (anche il silenzio è una risposta).

8. Struttura i link interni

Molti articoli saranno semanticamente correlati tra loro, dunque dovrai tessere una fitta trama di link interni che premino i post sui quali vuoi porre maggiore attenzione.

Per linkare tra loro gli articoli usa anchor text che richiamino il titolo o la parola chiave dominante, in modo che sia chiaro, per l’utente e il motore di ricerca, a cosa stai facendo riferimento.

Continua a creare nel tempo i link dagli articoli vecchi a quelli nuovi e viceversa, tenendo in considerazione anche la prominenza del link all’interno del corpo del testo (un link nelle prime righe può passare parecchio juice, sei sicuro di volerlo usare?).

9. Ricorda di citare le fonti

A te piacerebbe se i concorrenti riportassero quello che dici senza citarti? Non credo. E non è forse vero che consideri un valore aggiunto la fonte che viene indicata in riferimento a una risorsa interessante? Bene, non preoccuparti del link nofollow e cita gli altri siti web dai quali hai tratto spunti utili.

Assicurati soltanto di legarti a fonti trust (autorevoli) inerenti all’argomento della tua discussione, altrimenti rischi di non fare una bella figura davanti ai tuoi utenti, che vedranno solo lo “spinacio nei denti” e finiranno per dimenticare quanto di buono hai scritto fino a quel momento.

10. Cura l’immagine

Anche l’occhio vuole la sua parte. Per diventare credibile, oltre a comunicare contenuti di valore nel tempo, dovrai dare anche un’immagine coerente, capace di attirare chi solitamente non ha mezza voglia di leggere per più di dieci secondi.

Cura la formattazione dei testi (font, punti elenco, aria tra i paragrafi, uso dei titoli, ecc.) e la grafica delle immagini, che almeno siano un minimo contestuali rispetto a quello che dici e non già viste in altri dieci post simili della concorrenza.

Ricordati anche di non caricare sul tuo blog aziendale immagini dalle dimensioni di un pachiderma (ovvero sopra 1 MB), anzi, cerca di rimanere sempre sotto i 100kb. Se non sei dotato di Photoshop puoi sempre installare un plugin di compressione immagini come WpSmash.

La velocità di caricamento delle tue pagine del blog è fondamentale se vuoi che i tuoi utenti rimangano a leggere quello che hai scritto.


Approfondisci l’argomento “blog aziendale” leggendo Quanto costa un blog aziendale?


Facciamo due chiacchiere sui tuoi progetti web!
Di | 2016-12-01T23:08:26+00:00 28 luglio 2016|Weblog|0 Commenti

Qualche cenno sull'autore:

Laureato in Discipline Semiotiche, dal 2010 ho approfondito la passione per la scrittura sul web e le derive SEO user oriented. Web marketer e Social Media Manager con una predilezione per gli obiettivi S.M.A.R.T.E. Esploratore convinto di traiettorie di significazione sempre nuove.

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